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venerdì 11 maggio 2012

Weekend con le Pietre Vive di Napoli

Non prendere impegni l'ultimo Week-end di maggio!

Ti proponiamo di trascorrerlo con le 
Pietre Vive a Napoli!! 

Un'esperienza di "comunità apostolica a tempo". 


Tre giorni al servizio dell'annuncio della Parola di Dio che è nell'arte e per incontrare il Signore nel silenzio della preghiera, nell'esperienza fraterna e nel prenderci cura del visitatore di cui facciamo conoscenza. Un'occasione per imparare tante cose sulla simbologia della fede e soprattutto per trasmetterle a chi è assettato di senso e di bellezza.


25 al 27 maggio a Napoli 


Un mini-campo internazionale per giovani studenti e lavoratori tra i 19 e i 30 anni.


Offriremo delle visite guidate gratuite incentrate su storia, arte e spiritualità nella chiesa dell'Immacolata al Gesù Nuovo di Napoli e ti incoraggiamo, un pò alla volta, ad affiancarci in questo servizio svolto per amore e gloria di Dio ed aiuto dei fratelli.

L'alloggio sarà presso i Padri Teatini (saranno necessarie delle lenzuola o sacco a pelo ed un asciugamano). 

La quota: 40 €. Per iscrizioni ed eventuali domande, contattare:

giovedì 5 aprile 2012

Combattere l'Oscurità...

 Sono venuto a portare il fuoco sulla terra;
e come vorrei che fosse già acceso!
(Luca 12,49)


¡Combate la oscuridad! (Lc 12, 49)


lunedì 17 ottobre 2011

Animazione Giovanile...si parte!!!

Hai tra i 14 e i 16 anni??

Ti piace confrontarti e stare insieme ai tuoi coetanei dal vivo e non solo tramite lo schermo di un computer o il touch di un telefonino??

Hai voglia di conoscere altre persone??

Allora sei invitato a partecipare al Gruppo di Animazione Giovanile della CVX Oscar Romero di Sant'Arpino!

Vieni Martedì 8 Novembre alle 19.00 
presso la nostra sede in Corso Atellano n°19






mercoledì 10 agosto 2011

Spot Ass. giacomogiacomo

...sarà trasmesso dal 21 al 28 Agosto in 13 grandi stazioni questo spot dell'Ass. GiacomoGiacomo che in collaborazione con CVX ITALIA e LMS opera in Kenya con progetti socio-educativi.
 

martedì 26 aprile 2011

Auguri a Rosario sj

Oggi è il Gran Giorno...e la CVX Oscar Romero di Sant'Arpino 
Ti Augura Ogni Grazia affidandoti il meraviglioso pensiero 
di Don Tonino Bello "La Chiesa del Gembriule" 

«A me piace moltissimo l'espressione Chiesa del Gembriule, cioè Chiesa del servizio. Sembra un'immagine un tantino audace, discinta, provocante, ma è al centro del Vangelo: Gesù, preso un asciugatoio, se lo cinse intorno alla vita. Poi, versata dell'acqua in un catino, cominciò a lavare i piedi dei discepoli (Gv 13, 3-12).
[...] è questo l'unico paramento sacerdotale ricordato nel Vangelo.
Le nostre Chiese, celebrano liturgie splendide, anche vere, ma quando si tratta di rimboccarsi le maniche, c'è sempre un asciugatoio che manca, una brocca che è vuota d'acqua, un catino che non si trova...Quando riprese le vesti, secondo il Vangelo, Gesù non depose l'asciugatoio: se lo tenne. 

Gesù è diacono permanente, è servo a tempo pieno.»




AUGURI ROSARIO


giovedì 31 marzo 2011

Maria - Il Roveto Ardente

L'icona detta "Roveto ardente" deve il suo nome all'esperienza di Mosè descritta in Es 3, 1-12.
Il Roveto Ardente è prefigurazione della Nascita di Gesù e quindi è anche uno dei nomi della Madre di Dio, ed è anche la Gloria di Dio fatta Luce preannunciatrice della Trasfigurazione di Gesù.
L'Icona è rappresentata solitamente dal cespuglio stilizzato riassunto da due rombi sovrapposti, il primo rosso rappresentante il fuoco (divinità), il secondo verde rappresentate il cespuglio (umanità), in modo da formare una stella ad otto punte (noto simbolo mariano). Maria è dipinta al centro della stella. Nei quattro angoli del rombo verde trovano posto i quattro evangelisti: un uomo per San Matteo, un leone per San Marco, un bue per San Luca ed un'aquila per San Giovanni. Nel rombo rosso vi sono quattro arcangeli. Con il passare del tempo la struttura del disegno dell'icona è divenuta via via più ricca, fino a mostrare Mose e il roveto ardente.

"Quando volgo lo sguardo alla Vergine Madre di Dio e tento di abbozzare un semplice pensiero su di lei, fin dall’inizio mi sembra di udire una voce che mi viene da Dio e che mi grida all’orecchio: Non accostarti! Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo dove tu stai è terra santa!… Avvicinarsi a lei è come avvicinarsi a una terra santa e raggiungere il cielo." (Severo, patriarca di Antiochia, in una omelia)

"Tu sei il roveto visto da Mosè in mezzo alle fiamme e che non si consumava, il quale è il Figlio del Signore. Egli venne e abitò nelle tue viscere e il fuoco della sua divinità non consumò la tua carne. Prega per noi, o Santa!" (Severo, patriarca di Antiochia, preghiera)

"Ciò che era prefigurato nella fiamma e nel roveto fu apertamente manifestato nel mistero della Vergine. Come sul monte il roveto ardeva ma non si consumava, così la Vergine partorì la luce ma non si corruppe. Né ti sembri sconveniente la similitudine del roveto, che prefigura il corpo della vergine, la quale ha partorito Dio." (Gregorio di Nissa, in un’omelia)

"Come il roveto, che Mosè vide ardere intatto, integra è la tua verginità, Madre di Dio: noi ti lodiamo, tu prega per noi." (3ª Antifona dei II Vespri del 1 Gennaio, solennità della Madre di Dio)


Roveto Ardente - Iconografia Classica Ortodossa  














































































Io sarò con Te

 
Dal Libro dell'Esodo 3,1 Ora Mosè stava pascolando il gregge di Ietro, suo suocero, sacerdote di Madian, e condusse il bestiame oltre il deserto e arrivò al monte di Dio, l'Oreb. 2 L'angelo del Signore gli apparve in una fiamma di fuoco in mezzo a un roveto. Egli guardò ed ecco: il roveto ardeva nel fuoco, ma quel roveto non si consumava. 3 Mosè pensò: «Voglio avvicinarmi a vedere questo grande spettacolo: perché il roveto non brucia?». 4 Il Signore vide che si era avvicinato per vedere e Dio lo chiamò dal roveto e disse: «Mosè, Mosè!». Rispose: «Eccomi!». 5 Riprese: «Non avvicinarti! Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo sul quale tu stai è una terra santa!». 6 E disse: «Io sono il Dio di tuo padre, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe». Mosè allora si velò il viso, perché aveva paura di guardare verso Dio.
7 Il Signore disse: «Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido a causa dei suoi sorveglianti; conosco infatti le sue sofferenze. 8 Sono sceso per liberarlo dalla mano dell'Egitto e per farlo uscire da questo paese verso un paese bello e spazioso, verso un paese dove scorre latte e miele, verso il luogo dove si trovano il Cananeo, l'Hittita, l'Amorreo, il Perizzita, l'Eveo, il Gebuseo. 9 Ora dunque il grido degli Israeliti è arrivato fino a me e io stesso ho visto l'oppressione con cui gli Egiziani li tormentano. 10 Ora va'! Io ti mando dal faraone. Fa' uscire dall'Egitto il mio popolo, gli Israeliti!». 11 Mosè disse a Dio: «Chi sono io per andare dal faraone e per far uscire dall'Egitto gli Israeliti?». 12 Rispose: «Io sarò con te. Eccoti il segno che io ti ho mandato: quando tu avrai fatto uscire il popolo dall'Egitto, servirete Dio su questo monte».

Chi sono Io?
Ricevere una vocazione è ricevere una identità, lasciare che Dio ti dica chi sei tu.

Chi sono Io? "Io sarò con Te"
Secondo la Bibbia, l’Uomo è un Dio che ti dice “Io sarò con TE”, non c’è definizione fissa, ma la definizione dell’uomo e della sua identità sta in un Dialogo con Dio, in una relazione!

L’identità dell’uomo è relazione con Dio
con un Dio che ti promette fedeltà, Io sarò con Te

Non possiamo da soli rispondere alla domanda “Chi sono Io?” possiamo scoprire noi stessi solo dialogando con Dio, entrando in relazione con Lui.

venerdì 25 marzo 2011

NO WAR

Ma in questa guerra allucinante

chi ha veramente torto e chi ha ragione?

E quale è il tasso delle nostre colpe

di esportatori di armi

in questa delirante barbarie

che si consuma sul popolo della Bosnia?

Sono troppo stanco per rispondere stasera.

Per ora mi lascio cullare da una incontenibile speranza:

le cose cambieranno, se i poveri lo vogliono.

don Tonino Bello

(dal Diario della marcia di Sarajevo, dicembre 1992)


L'Articolo 11 della Costituzione recita:

L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

giovedì 24 marzo 2011

Obama sulla tomba di Romero

Óscar Arnulfo Romero y Galdámez
La foto che domani arriverà ai giornali entra nella storia delle Americhe: presidente degli Stati Uniti in preghiera sulla tomba del vescovo Romero assassinato (24 marzo, 31 anni fa) nel nome della “guerra al comunismo” ordinata da un altro presidente di Washington infastidito dalla Chiesa che difendeva i contadini abbandonati alle squadre della morte. Anni di Reagan, anni di Obama.

Romero è sepolto nei sotterranei della cattedrale di San Salvador, ultimo passaggio di Obama nel lungo viaggio in America Latina. 31 anni fa era la chiesa divorata da un incendio e la domenica angosciata dalle omelie del vescovo. Leggeva i nomi di ragazzi, intellettuali, sindacalisti portati via dagli stivali militari come nell’Argentina dei generali P2. Silenzio dei giornali, silenzio Tv. Romero non si rassegnava. Denunciava (nomi e cognomi) le alte uniformi responsabili dei delitti. Insomma, sovversivo rosso come i gesuiti e tanti religiosi finiti sottoterra nel nome della libertà del libero mercato.

Ogni altra comunità di fedeli non aveva mai sofferto questo tipo di persecuzioni dopo il nazismo. Solo il dolore per un sacerdote assassinato attorno a Varsavia, Chiesa ufficiale del silenzio, mentre la morte di quattordici religiosi e di migliaia di fedeli del Salvador svanivano nelle ombre del Vaticano di Giovanni Paolo II. Se i popoli latini considerano Romero “martire e santo”, i monsignori romani ne studiano con diffidenza la beatificazione subito concessa al povero prete polacco bastonato a morte dalle squadre che obbedivano a Mosca, la stessa obbedienza delle squadre che in Salvador si inchinavano ai 6 milioni di dollari spediti ogni giorno da Washington per “difendere il mondo cristiano”. Era il 1980, medioevo della ragione.

La Chiesa luterana e la Chiesa anglicana ricordano il martirio di Romero ogni 24 marzo. E nel suo nome il 24 marzo è consacrato dalle Nazioni Unite “giorno della difesa della verità”. Adesso l’incontro tra Obama e il vescovo, separati dalla morte ma uniti da una morale che apre la speranza alle generazioni Duemila. Uomini di pace dalla parte della dignità degli ultimi, con una differenza che i nostri giorni allargano. Romero ha giocato la vita per difendere il diritto alla normalità di sconosciuti senza censo. Con gli stessi ideali Obama schiaccia il bottone della guerra per salvare cittadini che pretendono la democrazia. Bombe buone di Obama; bombe cattive di Gheddafi. E il popolo condannato a sopportarne gli effetti collaterali non si accorge della diversità.

Da come l’ho conosciuto immagino che Romero non sarebbe d’accordo. Il primo incontro domenica 29 giugno 1978. Sembrava un prete di campagna. Scendeva dalla piccola automobile guidata da un seminarista e la tonaca si alzava scoprendo una caviglia pallida, calza ripiegata sulle scarpe dall’elastico strappato. Tenerezza e delusione: come può, così fragile, sfidare l’egoismo delle oligarchie proprietarie di giornali e Tv che ogni giorno lo massacrano di insulti ?

Poi le chiacchiere a San José della Montagna, seminario trasformato in accampamento per i profughi in fuga dalle campagne dove le truppe speciali (bombe al fosforo, berretti verdi ammaestrati da consiglieri Usa ) bruciavano la gente per fare il vuoto attorno alla guerriglia: “Uccidere per spaventare è un peccato insopportabile, insulto all’umanità, insulto a Dio”. E poi, e poi, fino all’ultimo saluto: “Perché i giornalisti tornano a casa ? Senza testimoni le luci si spengono, chissà cosa succederà”. Tre mesi dopo gli sparano sull’altare. L’assassino promosso capitano ormai vive negli Stati Uniti. “Irrintracciabile” dalle polizie di Bush padre, Bush figlio e Clinton presidente. Chissà se Obama lo troverà.
fonte:  ilfattoquotidiano.it

fonte: elpais.com