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martedì 26 aprile 2011

Auguri a Rosario sj

Oggi è il Gran Giorno...e la CVX Oscar Romero di Sant'Arpino 
Ti Augura Ogni Grazia affidandoti il meraviglioso pensiero 
di Don Tonino Bello "La Chiesa del Gembriule" 

«A me piace moltissimo l'espressione Chiesa del Gembriule, cioè Chiesa del servizio. Sembra un'immagine un tantino audace, discinta, provocante, ma è al centro del Vangelo: Gesù, preso un asciugatoio, se lo cinse intorno alla vita. Poi, versata dell'acqua in un catino, cominciò a lavare i piedi dei discepoli (Gv 13, 3-12).
[...] è questo l'unico paramento sacerdotale ricordato nel Vangelo.
Le nostre Chiese, celebrano liturgie splendide, anche vere, ma quando si tratta di rimboccarsi le maniche, c'è sempre un asciugatoio che manca, una brocca che è vuota d'acqua, un catino che non si trova...Quando riprese le vesti, secondo il Vangelo, Gesù non depose l'asciugatoio: se lo tenne. 

Gesù è diacono permanente, è servo a tempo pieno.»




AUGURI ROSARIO


sabato 23 aprile 2011

Maria, donna coraggiosa

Maria, donna coraggiosa
Maria, donna coraggiosa

Santa Maria, donna coraggiosa, alcuni anni fa in una celebre omelia pronunciata a Zapopan nel Messico, Giovanni Paolo II ha scolpito il monumento più bello che il magistero della Chiesa abbia mai elevato alla tua umana fierezza, quando disse che tu ti presenti come modello «per coloro che non accettano passivamente le avverse circostanze della vita personale e sociale, né sono vittime dell'alienazione».

Dunque, tu non ti sei rassegnata a subire l'esistenza. Hai combattuto. Hai affrontato gli ostacoli a viso aperto. Hai reagito di fronte alle difficoltà personali e ti sei ribellata dinanzi alle ingiustizie sociali del tuo tempo. Non sei stata, cioè, quella donna tutta casa e chiesa che certe immagini devozionali vorrebbero farci passare. Sei scesa sulla strada e ne hai affrontato i pericoli, con la consapevolezza che i tuoi privilegi di Madre di Dio non ti avrebbero offerto isole pedonali capaci di preservarti dal traffico violento della vita.

Perciò, Santa Maria, donna coraggiosa, tu che nelle tre ore di agonia sotto la croce hai assorbito come una spugna le afflizioni di tutte le madri della terra, prestaci un po' della tua fortezza. Nel nome di Dio, vendicatore dei poveri, alimenta i moti di ribellione di chi si vede calpestato nella sua dignità. Alleggerisci le pene di tutte le vittime dei soprusi. E conforta il pianto nascosto di tante donne che, nell'intimità della casa, vengono sistematicamente oppresse dalla prepotenza del maschio.

Ma ispira anche la protesta delle madri lacerate negli affetti dai sistemi di forza e dalle ideologie di potere. Tu, simbolo delle donne irriducibili alla logica della violenza, guida i passi delle "madri-coraggio" perché scuotano l'omertà di tanti complici silenzi. Scendi in tutte le "piazze di maggio" del mondo per confortare coloro che piangono i figli desaparecidos. E quando suona la diana di guerra, convoca tutte le figlie di Eva perché si mettano sulla porta di casa e impediscano ai loro uomini di uscire, armati come Caino, ad ammazzare il fratello.

Santa Maria, donna coraggiosa, tu che sul Calvario, pur senza morire hai conquistato la palma del martirio, rincuoraci col tuo esempio a non lasciarci abbattere dalle avversità. Aiutaci a portare il fardello delle tribolazioni quotidiane, non con l'anima dei disperati, ma con la serenità di chi sa di essere custodito nel cavo della mano di Dio. E se ci sfiora la tentazione di farla finita perché non ce la facciamo più, mettiti accanto a noi. Siediti sui nostri sconsolati marciapiedi. Ripetici parole di speranza.

E allora, confortati dal tuo respiro, ti invocheremo con la preghiera più antica che sia stata scritta in tuo onore: «Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, santa Madre di Dio; non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, e liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta». Così sia. (Don Tonino Bello)

venerdì 25 marzo 2011

NO WAR

Ma in questa guerra allucinante

chi ha veramente torto e chi ha ragione?

E quale è il tasso delle nostre colpe

di esportatori di armi

in questa delirante barbarie

che si consuma sul popolo della Bosnia?

Sono troppo stanco per rispondere stasera.

Per ora mi lascio cullare da una incontenibile speranza:

le cose cambieranno, se i poveri lo vogliono.

don Tonino Bello

(dal Diario della marcia di Sarajevo, dicembre 1992)


L'Articolo 11 della Costituzione recita:

L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.